Faradda di li Candareri! La discesa dei candelieri, un evento a Sassari da non perdere, il 14 agosto

Faradda di li Candareri! La discesa dei candelieri, un evento a Sassari da non perdere, il 14 agosto

La Faradda di li Candareri, 14 agosto

 

La Faradda di li Candareri, da circa otto secoli, è l’evento centrale dell’estate sassarese.

Ogni anno, nella giornata del 14 agosto, la città di Sassari si ferma per la sua “Discesa dei Candelieri” (o “Faradda di li Candareri” in sassarese). Undici grandi ceri votivi in legno vengono infatti portati a spalla dai rispettivi GREMI per le vie del centro storico cittadino, da Piazza Castello fino alla chiesa di Santa Maria di Bethlem, per sciogliere il voto alla Madonna che, cinquecento anni fa, liberò la città di Sassari dalla peste.

I Gremi

 

I Gremi sono le corporazioni delle arti e mestieri di Sassari, il cui numero è variato molto nel corso della storia della città. Tra di essi troviamo Il Gremio dei Sarti, degli Ortolani, dei Contadini, dei Falegnami, dei Viandanti, dei Massai, dei Muratori e dei piccapietre.

In seguito all’ingresso del Gremio de Fabbri, avvenuto nel 2007, il numero dei  Candelieri è salito a 10.

I GREMI, vestiti con abiti dalle antiche fogge, sono i veri protagonisti di questa importante festa. Essi sono accompagnati per tutto il tragitto da una folla urlante che li acclama. Essi sono il simbolo dell’identità di questa città e nel 2013 hanno ottenuto un importante riconoscimento: sono diventati Patrimonio Immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco.

 

La discesa dei Candelieri

 

Questa rievocazione storica risale al tempo delle Repubbliche marinare ed ha origini toscane. Sassari nellXI e XII secolo si trovava sotto al dominio di Pisa. Furono proprio i pisani ad introdurre la tradizione dell’oblazione dei candeli. Essi venivano offerti alla chiesa di Santa Maria di Pisa. La cera vergine veniva utilizzata nell’attività liturgica della chiesa.

Nel 1284 i pisani subirono una sconfitta nella battaglia della Meloria e lasciarono così l’isola. La tradizione dei ceri è rimasta però intatta, assorbita dalla popolazione autoctona.

Il 14 agosto i pisani trasportavano su macchine di legno la cera modellata artisticamente nella chiesa di Santa Maria, con una sfarzosa cerimonia. La Faradda nel tempo si è evoluta: la cera, dai costi troppo elevati, è stata sostituita dal legno e i ceri sono stati trasformati in candelieri. Sono proprio i candelieri ad essere  portati in processione per le vie del centro, che si accendono di colori, di danze e di musiche folkloristiche.

La processione

 

La processione è aperta dalla banda musicale.

Ogni candeliere, accompagnato dal suono del tamburo (e per i viandanti anche dal piffero), percorrendo il tragitto si muove tra la folla, ruota su se stesso(in questo modo i nastri che scendono dall’alto gli si avvolgono attorno) o compie delle evoluzioni. La tradizione vuole che, più il candeliere sarà baddarinu (ballerino), migliore sarà l’annata.

 



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